Il ricordo delle sere luminose del Nord

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di FEDERICO PACE  (tratto da “La libertà viaggia in treno”, Editori Laterza)

“In una sera luminosa dei giorni dell’estate del Nord, il viaggiatore sale a bordo di un treno che prende ad andare lungo la costa del sud-ovest della Norvegia. È partito poco prima delle otto dalla stazione di Stavanger. Alle nove di sera arriverà a Egersund e per quasi tutto il tempo, per quell’ora che sembrerà più lunga di un’ora per tutto quello che si riuscirà a vedere e a vivere, starà sempre vicino al mare, prima vicino all’ansa del fiordo e poi accanto alle distese di sabbia.

Nel finestrino si intravede il profilo del Gandfjord, basso come un animale acquattato tra le anse. Il mare, sempre uguale ovunque si vada, eppure sempre diverso, qui ha un colore denso, blu iridescente e cupo. Svela qualcosa del grande universo che gli si agita dentro.

I suoi fondali in Norvegia raggiungono profondità abissali. Prima duecento metri, poi mille, poi duemila e al largo, più a nord, anche quattromila metri. Forse è per questo che prima o poi capita sempre, sui treni in Norvegia, di trovare qualcuno che si metta a parlare del mare.

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IN LIBRERIA:
—>> “La libertà viaggia in treno”, Federico Pace (Laterza)

—>> “Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza”, Federico Pace (Einaudi)
—->> “Controvento”, Federico Pace, (Einaudi) in libreria dal 16 maggio 2017)

Una giovane donna racconta, al viaggiatore, delle spiagge che si trovano verso sud. Molti vengono pensando ai fiordi, dice, ma forse non sanno cosa c’è davvero. Le spiagge qui sembrano non finire mai, le maree spingono verso terra con una forza incessante, e poi c’è il vento, un vento fortissimo. Non ci sono isole al largo a frenarne la forza. È incredibile scendere dal treno e ritrovarsi direttamente sul bagnasciuga. Anche a gennaio o a febbraio. Devi solo coprirti bene, tirarti su i capelli e stare attenta a non farti portare via dal vento. Sorride. Poche parole bastano, sul treno, e pare già di conoscersi, o di volersi conoscere.

Il moderno convoglio si ferma di frequente. Pochi i turisti, tante le piccole stazioni. Paradis, Mariero, Jåttåvågen e poi Sandnes. Sfilano anche le stazioni chiuse. Ora, d’estate, anche loro sembrano meno malinconiche e più luminose. Da queste parti la luce arriva dopo mesi di buio ostinato e porta con sé, al pari di un amore puro, una specie di sollievo cristallino. Una quiete impalpabile di cui ci si accorge di avere improvvisamente bisogno. Una luce ampia e distesa, eterea. Assai diversa da quella acuta, estrema e quasi feroce del Mediterraneo
e dei suoi vulcani.

Sulle vette del fiordo e poi in là, verso le distese sabbiose, ci sono le dimore estive, le hytte. Sono, un po’ come il treno, la materializzazione solare dell’idea di casa e di fuga. In ciascuna di queste dimore essenziali arrivano ogni estate le coppie che si sono appena unite, le famiglie con i bimbi piccoli e qualcuno che viene da solo per ritrovare un punto da cui ripartire. Ciascuno, nel silenzio di quelle stanze spoglie, al di là delle finestre tinte di bianco, si avvicina a qualcosa da cui troppo a lungo è rimasto lontano.

In un romanzo di Sigurd Hoel arrivano, proprio in una di queste case, quattro giovani coppie. Dalla finestra, così come accade al viaggiatore dal treno, non vedono altro che il mare e, lontano, qualche pescatore. Di mattina, una leggera brezza arriva attraverso la finestra e soffia il profumo dei fiori, dell’acqua di mare e delle alghe. Ogni giorno è lungo, monotono e vario come una vita intera. Dopo solo una settimana che sono lì, in quella dimora estiva, arrivano a chiedersi se hanno mai vissuto in qualche altro posto: come in treno, sembra di non aver mai potuto essere altrove e in un altro momento…”. (Federico Pace, La libertà viaggia in treno, Laterza)

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IN LIBRERIA:
—>> “La libertà viaggia in treno”, Federico Pace (Laterza)

—>> “Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza”, Federico Pace (Einaudi)
—->> “Controvento”, Federico Pace, (Einaudi) in libreria dal 16 maggio 2017)

IN EBOOK
—>>“La libertà viaggia in treno”, Federico Pace (Laterza)
—>>“Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza”, Federico Pace (Einaudi)