Monaco Berlino, l’annottare dolce e il varco segreto

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“Nessun addio è così definitivo come quello pronunciato lungo la banchina di un treno. Nessun abbraccio ha la stessa urgente necessità di quello che viene scambiato sulla soglia di una partenza. Anche l’indifferenza, il mancato saluto, la mano che non s’alza ad agitarsi nell’aria, nell’universo di una stazione, paiono assumere un peso che si fa più fatica a sostenere.

Nulla è insignificante quando si ha a che fare con due persone che stanno per separarsi al confine di un viaggio. Per questo si sviluppa sempre una propensione all’allerta quando si va ad accompagnare qualcuno a una partenza. O quando si aspetta che qualcuno torni da città lontane dopo un lungo tempo di separazione. È come se lì, sul confine di quel viaggio, sia possibile afferrare il filo che risale fino alle più intime paure e ai più intimi bisogni. Forse è per questo che anche la stazione centrale di Monaco è piena di persone che muovono i propri passi consapevoli che qualcosa di importante sta per accadere.

Chi si tiene per mano, chi sottobraccio, chi si segue un passo indietro. Ciascuno pare pensare già a quando ci si separerà e alle conseguenze di quello che ci si sarà detti. Vicino al chiosco della Dulce Chocolate & Ice Cream, mentre la ragazza in divisa color cioccolato sistema le mercanzie, davanti al viaggiatore sfila un ragazzo con i jeans, le scarpe da ginnastica, un filo di barba e un bracciale di stoffa azzurra. Ha una smorfia allegra. Porta le borse di una ragazza che indossa dei pantaloni scuri, tacchi alti, un bel ciondolo d’argento e una montagna di ricci color castagna.

È difficile dire se quella smorfia stia lì sul volto per testimoniare la gioia adulta di chi sta per partire con la donna che ama, o se invece confessi inconsapevolmente l’allegra urgenza di chi sta per liberarsi di una presenza divenuta d’improvviso troppo ingombrante.

Anche loro due, immagina il viaggiatore, sono stati ieri sera al Viktualienmarkt, ad assaporare l’annottare dolce all’aperto, tra i tavoli di legno, la birra e il pesce cotto sulla griglia. Anche loro hanno fatto una passeggiata nel tepore bavarese, si saranno fermati nella galleria lì vicino ad ascoltare il quartetto di giovani ragazze con i violini e la viola da gamba. Avranno gettato loro qualche centesimo e poi si saranno infilati sotto le lenzuola fresche di un letto in una camera d’albergo per cercare il varco segreto che conduce l’uno verso l’altra…”. (Federico Pace, La libertà viaggia in treno, Laterza)

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IN LIBRERIA:
—>> “La libertà viaggia in treno”, Federico Pace (Laterza)
—>> “Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza”, Federico Pace (Einaudi)
—->> “Controvento”, Federico Pace, Einaudi (in libreria dal 16 maggio 2017)

GLI EBOOK:
—>>“La libertà viaggia in treno”, Federico Pace (Laterza)
—>>“Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza”, Federico Pace (Einaudi)

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